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Angeli e Demoni
Percorreremo tra le mille chiese di Roma uno stupefacente percorso segreto nella città, un "Cammino" disegnato genialmente da Galileo Galilei e dal grande architetto e scultore Gian Lorenzo Bernini per proteggere e difendere la propria associazione: gli ILLUMINATI, l'antica setta di scienziati perseguitata in secoli oscuri dalla Chiesa cattolica.

Andremo a visitare i luoghi descritti nel romanzo di Dan Brown, gli Altari sacri degli Illuminati, dove quattro cardinali, rapiti prima del Conclave, verranno giustiziati e marchiati a fuoco con i simboli dei quattro elementi:
TERRA -
"Uriel l'Angelo dalla Spada di Fuoco che la Chiesa rinnegò come demone"
Uriel fuoco di Dio -

Lui scrisse di Uriel dicendo che era l'arcangelo preposto all'apparizione mariana e con il quale si poteva entrare in contatto perchè unico messaggero diretto di Dio. Infatti si presenta nell'annunciazione a Maria di Nazareth e nella resurrezione di Cristo alle donne, una di queste Maddalena, la discepola più amata e fedele a Gesù. Una raccolta di scritti preziosi furono bruciati da Galileo in una notte del 5 settembre , perchè minacciato dai sicari della Chiesa, nella camera circolare che si trova a Palazzo Baronale Castrum Sancti Pauli in Jana abbazia di San Paolo, che era comunemente utilizzata come residenza estiva prima da Federico Cesi ed in seguito da Galileo Galilei.

La sentenza che il 22 giugno 1633 fu pronunciata contro Galileo Galilei, reo di eresia agli occhi della Chiesa di Roma, è un’ottima base di partenza per ragionare sull’Inquisizione. Apparentemente, la sua lettura è semplice. Fin troppo lineare e coerente nel perseguire una logica che a noi oggi suona completamente assurda: impedire con la forza la diffusione di una teoria scientifica solo perché contraria a testi antichissimi ma ritenuti vergati da mano divina. Ne consegue, sempre sulla scorta di una deduzione elementare, che il tribunale che la emanò, la Congregazione della Sacra Romana e Universale Inquisizione o Sant'Uffizio, era un ente cieco, oscurantista, arbitrario e crudele. Non è un caso che la voce Inquisizione del dizionario Devoto – Oli reciti così: "Inchiesta speciale, svolta con una procedura arbitraria o ad ogni modo lesiva dei diritti, della libertà, della dignità dell'individuo [...] simbolo di zelo ipocrita e spietato". Detto questo non sembra necessario metterci altri carichi – per altro ben noti – sul fardello storico dell’Inquisizione: la tortura usata con sistematicità, la censura su gran parte delle pubblicazioni, il controllo capillare delle coscienze attuato con diversi mezzi, la crudezza delle condanne. Ma è davvero questa l’Inquisizione? O meglio, è soltanto questa l’Inquisizione? Se sospendiamo per un attimo il nostro giudizio sulla sentenza contro Galileo e la rileggiamo senza soffermarci sul valore della vittima, siamo in grado di notare tutta una serie di cose che forse prima – distratti da una pur comprensibile indignazione – ci erano sfuggite. Il compito dello storico non è tanto quello di sottolinearne la malvagità, né di dimenticare le cose disumane perpetrate da quei tribunali, è invece quello di studiare e comprendere un fenomeno passato che si è evoluto ed è cambiato nel tempo, e che ha lasciato un'eredità con cui dobbiamo fare i conti.

Possiamo vedere rappresentato Uriel anche nell'opera del Bernini, la scultura di S.Teresa d'Avila, ache il Bernini rappresentò come Leonardo una verità celata. In quell'atto c'è tutta la suprema ed assoluta irradiazione mistica proprio mentre Uriel trafigge con il dardo di fuoco o meglio la spada di Dio la Santa discepola, portandola così in estasi. Uriel fu custode di Noè e Giovanni Battista, infatti i due Giovanni che vengono appunto rappresentati nel quadro di Leonardo da Vinci nella Vergine delle rocce. I due Giovanni, perchè uno di questi non tenne fede al giuramento fatto a Gesù, perchè troppo intimorito dalla politica di quel tempo e che riuscì solo a parlare di lui come scrittore di testi visionari.
Leonardo da Vinci ci mostra nel suo quadro "La Vergine delle rocce" la vergine ed Uriel che con gesti incomprensibili comunicano tra loro. La vergine infatti simboleggia la natura creatrice e l'evolversi della storia nel mondo, nelle scelte universali che si fanno tra bene e male. Uriel rappresenta il giudizio di Dio sull'umanità che è incapace di scegliere perchè non ancora matura per farlo. Infatti l'uomo viene rappresentato da Leonardo con due figure di bambino proprio per identificare l'inconsapevolezza dell'essere che errante cerca nel "caos universale" la sua verità. Uriel quale messaggero di Dio indica con l'indice della mano destra "il male" che si intravede nel panneggio giallo del vestito della vergine e che si insinua proprio nelle vesti di una vergine, perchè l'innocenza e la castità vengono generate nella completa ignoranza e quindi la conoscenza dei misteri non le può svelare, proprio perchè sono verità occultate all'occhio umano. Giovanni Battista infatti solleva la mano destra e benedice, mentre Giovanni Evangelista, in segno di supplica, congiunge le mani e chiede il perdono spirituale. In questo quadro viene accuratamente occultata una verità di secoli di storia, dove la negazione di questa storia ci porta immancabilmente a trasmettere la verità in un segno, un simbolo, un gesto.