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Il Conte di Cagliostro a Roma

Roma, anno 1768, nei pressi di Campo di Fiori, esattamente a Vicolo delle Grotte che trae il nome dai "grottoni", ossia i resti delle fondamenta del Teatro di Pompeo che creavano un'atmosfera tenebrosa, uscirono per recarsi nella Chiesa di San Salvatore in Campo i futuri sposi Lorenza Feliciani e Giuseppe Balsamo. Davanti all'altare si trovavano due persone completamente diverse, Giuseppe Balsamo aveva avuto un'adolescenza turbolenta, a Messina aveva incontrato il suo mentore Althotas, a Malta apprendeva l'alchimia, la farmacopea e viene a conoscenza del sapere iniziatico templare e intraprende un viaggio iniziatico contrastante al materialismo di Lorenza. Da Roma comincia il pellegrinaggio della coppia che porterà Giuseppe Balsamo ad aprire una loggia massonica londinese "L'Espèrance" e ad assumere il nome iniziatico Alessandro Cagliostro mentre Lorenza diviene Serafina. Il mito di Cagliostro presto si affermerà nelle maggiori corti europee dove la coppia sarà accolta trionfalmente da sovrani e gente comune tutti esterefatti dalle prodigiose guarigioni ottenute grazie a pratiche ipnotiche e pranoterapeutiche unite ad elisir di giovinezza e lunga vita. Il motto del suo sapere esoterico sarà "In Verbis, In Erbis, In Lapidus", fondato sulla potenza della parola e sulla canalizzazione di energie positive. Il progetto di Cagliostro è finalizzato a ricondurre la massoneria alla spiritualità originaria, riportando in auge le tradizioni magico egizie, fondando a Lione la loggia massonica di rito egizio "La Saggezza Trionfante" proclamandosi "Gran Cofto". Il rientro a Roma segnerà l'inizio della fine per Cagliostro che da tempo nutriva l'utopia di un dialogo fra la massoneria spiritualistica e la Chiesa. Nel 1789 prese alloggio nel quartiere massonico di Piazza di Spagna mentre la moglie si allontanava sempre più in preda a crisi depressive di carattere religioso fino ad accusare il marito di ateismo, stregoneria, eresia e di averla indotta a prostituirsi. Il 27 dicembre 1789 Cagliostro verrà arrestato dalle guardie pontificie per ordine del Sant'Uffizio e condotto a Castel Sant'Angelo e recluso in una cella sovrapposta alla Loggia di Paolo III che sarà denominata "La Cagliostra". L'Inquisizione sottoporrà il Cagliostro a quarantatre interrogatori e verrà condannato, dopo l'umiliante abiura pubblica nella Chiesa di Santa Maria sopra Minerva, al carcere a vita nella fortezza di San Leo.

.....Perché si pone dubbio del mio tanto pensare che la scienza è dote ma l'anima è croce e nel rilegar le mie terzine pronto a rifugir di alcun pudore, posi la Spada nel proferir potere al cuore. E vidi fulmine e tempesta, e angeli cadere nelle ceneri dove io perdutamente persi l'oro, e della fenice il poter dei Magi. Ora che tanta scienza a dato i natali alla vostra mentita solennità io dico a tutti voi lettori che di me non rimase che alcuna verità perché chi nasce con la mia dote è mendicante e portatore.
Alessandro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bibliografia:
Tratto da “Roma Esoterismo e Mistero” di Roberto Quarta- Edizioni Olimpia



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