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Misteri e Mitologia del Cosmo




Tra i miti, uno dei più diffusi fra tutti i popoli del mondo antico, è senza dubbio il mito cosmogonico, cioè il mito della creazione del mondo (dalla parola greca cosmos, mondo e dalla radice ghen, nascere).

... Taluni pretendono che ogni società esprima nei suoi miti, sentimenti fondamentali come l’amore, l’odio o la vendetta, che sono comuni all’intera umanità. La mitologia sarà considerata come un riflesso di una struttura sociale e dei rapporti sociali. Tutto può succedere in un mito, sembra che in essi la successione degli avvenimenti non sia subordinata a nessuna regola di logica o continuità. Questi miti, in apparenza, arbitrari, si riproducono con gli stessi caratteri e spesso gli stessi particolari nelle diverse regioni del mondo, solo a condizione di acquisire coscienza di questa fondamentale antinomia che dipende dalla natura del mito potremo sperare di risolverlo...
Levy Strauss.

Ma il mito significa anche un racconto sacro o culturalmente centrale, molti miti dell'antichità classica, non sono altro che racconti di dei e delle relazioni che intrattengono con gli uomini, relazioni che non sono esclusivamente di pertinenza della sola sfera fisica ma anche e soprattutto sono riferibili a certe attitudini psichiche. Hanno il loro sviluppo temporale nell'epoca in cui questi avevano creato, popolato e governato la terra, secondo Mircea Eliade, il mito racconta una storia sacra;

...è il racconto di eventi accaduti in un tempo primordiale , il tempo favoloso dell'inizio...,

in altre parole è il racconto di come grazie all'intervento di un essere soprannaturale, una realtà è venuta ad esistere, sia come realtà totale , il cosmo o un suo frammento, un'isola, una specie vegetale, un comportamento umano, un istituzione. I miti rivelano un'attività creatrice che svela la sacralità delle sue opere. I miti spesso sono inseriti all'interno di composizioni religiose che pur non presentando una struttura narrativa in senso stretto del termine, hanno tuttavia dei connotati letterari. Dal punto di vista etnografico, i miti derivano da forme di trasmissioni orali che tramandate di generazioni in generazioni furono fissati in testi scritti all'indomani della civilizzazione.

Il mondo mitico, non è immaginario, ma è percepito come esperienza quotidiana, per cui il mondo del soprannaturale è inscindibile dalla concezione mistica ed emozionale della mentalità primitiva... Levy-Bruhl

Il mito e la mitologia, si trasformano quindi nello specchio fedele dei popoli che avevano abitato per primi certe zone della terra, costantemente in balia di certe forze della natura, incontrollabili e capricciose, in perenne lotta per il dominio dei mezzi e della lotta per la sopravvivenza. Di conseguenza i contorni tra religione, e letteratura o narrativa appaiono molto sfumati.

La cosmogonia o il mito delle origini, dove risulta sin dalla prima lettura l'immagine di una razza divina, superiore , a partire dalla quale si origina e organizza tutto l'esistente,rispondendo alla necessità di legittimare una dominazione, in maniera tale che una divinità inizialmente sconosciuta, come nel caso di una figura di una divinità locale prenda la supremazia nel Pantheon spiazzando così una serie di divinità preesistenti sviluppando così un complesso narrativo che in genere si conclude con il racconto dell'edificazione di nuove città, la costruzione di nuovi templi, lo sviluppo delle arti o semplicemente con la nascita di una civiltà destinata ad emergere dall'oscurantismo delle civiltà che l'hanno preceduta.


Genesi
All’inizio Dio creò il cielo e la terra.
Il mondo era vuoto, deserto ed informe. In sei giorni Dio creò la luce, separò la terra e le acque, ordinò che la terra producesse frutti, distinse il giorno dalla notte, fece nascere tutti gli esseri viventi ed infine...

      Dio creò l'uomo a sua immagine;
      a immagine di Dio lo creò;
      maschio  femmina lo creò.

     Dio li benedisse e disse loro:
       "siate fecondi e moltiplicatevi...."
         Quindi Dio nel settimo giorno si riposò.



« il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente. » (Genesi 2,7)


La Genesi si presenta come un'opera storica che inizia con la creazione del mondo, per poi raccontare di come Dio creò gli esseri viventi, e in ultimo l'uomo. Segue la storia dei primi esseri umani e quindi delle origini del popolo di Israele, iniziando dalla vita dei suoi patriarchi. Contiene, quindi, le basi storiche per le idee religiose e istituzionali che stanno alla base dello stato di Israele, e serve come introduzione alla sua storia e alle sue leggi, costumi e leggende.

"In principio, prima della creazione del mondo, c'era solo una grande distesa d'acqua.
Dio era adirato di non avere né fratelli, né amici, e, in un momento di furia, scagliò il suo bastone contro la superficie delle acque. Il bastone UAS= Y si trasformò in un enorme albero e sotto l'albero dio scorse il diavolo (Lucifero il Dio rettiliano) unione del maschio e della femmina (materia senza spirito).
"Buongiorno, fratello mio - gli diceva il diavolo - io d'ora in avanti sarò il tuo compagno di viaggio". Per nove giorni vagarono sulla superficie delle acque, ma Dio si accorse che il diavolo non era un amico sincero. Il nono giorno il diavolo disse: "Perché, mio Signore, non creiamo altri esseri che possano rallegrare la nostra vita?" "D'accordo - rispose il Signore - creiamo il mondo e popoliamolo di uomini. Ti insegnerò io come fare. Immergiti nella profondità delle acque e portami della sabbia. Quando avrò la sabbia pronuncerò il mio nome e dalla sabbia nascerà il mondo". Il diavolo allora si immerse nel mare e dal fondo prese una manciata di sabbia, ma invece di portarla in superficie pronunciò subito il suo nome: "Diavolo!". Sperava così di poter creare egli stesso il mondo, ma la sabbia divenne infuocata e gli ustionò le mani.
Per nove giorni il diavolo tentò di ingannare Dio, ma ogni volta la sabbia diventava rovente e gli bruciava una parte del corpo. Dio, allora, vedendo il diavolo tutto scottato capì l'inganno. "Sei davvero un cattivo amico - gli disse -, se questa volta non mi porti la sabbia ti brucerai completamente". Il diavolo fu costretto a consegnare la sabbia a Dio.
E fu allora sufficiente che colui che è padrone del cielo e della terra pronunciasse il suo nome, "Dio!", perché la sabbia prendesse forma di mondo, con i mari e i fiumi, i monti, le valli, animali ed alberi di ogni tipo. Ma il diavolo era proprio un grande imbroglione. Appena vide il mondo scelse per sé il luogo più bello: "Io abiterò sotto questo albero frondoso al centro della terra".
Questa volta, però, Dio non si fidò più del diavolo e lo fece sprofondare sotto terra. E allora dall'albero caddero molte foglie e ogni foglia generò un uomo".


CODICE DI MAPPATURA DELL'ATOMO
La concentrazione degli atomi nascenti e la continua contrapposizione del flusso energetico
quantico ci porta ad una visione in costante mutamento “cosmogenetico” attivo. Il quale cosmogene fissando il ricordo molecolare,
nel momento della radiazione solare, imprime un riflesso genetico nella fissazione del raggio radioattivo.
La morte lascia nel corpo (materia) un’espressione di forze gravitazionali nei processi di ascensione
pre e post-morte.
La luce emessa da un corpo in fase di ascensione verso dimensioni radianti diverse fra loro
producono un cambiamento di calore e di campi elettromagnetici.
La spirale del DNA assume in un corpo in fase di trapasso, ed appena dopo, una sollecitazione degli
atomi di luce che in gravitazione ascensionale riceve uno shock termico radioattivo.
E la struttura del DNA cambia irrimediabilmente la sua forma, dimensione, colore riducendosi
notevolmente. (Varie forme del DNA)
Ogni individuo ha nel suo DNA un karma radioattivo eterno dal quale può ricevere e ritrasmettere
una nuova struttura di campi elettromagnetici.
Il ricordo di questo distacco o trapasso radioattivo molecolare nel momento in cui si verifica, lascia
in termogenia un legame o mappa di riconoscimento nel sistema neuro-molecolare per millenni.
E’ presente una forza a noi sconosciuta nell’emissione solare e nei campi di luce (cromotermia) una
radiazione invisibile ai nostri occhi ma che viene fissata nella materia sottoforma di processo
radioattivo. Possiamo prendere ad esempio la famosa Sindone e prendere anche in considerazione
l’incredibile ipotesi che il meccanismo che abbia potuto produrre un effetto termico-radioattivo di
trasmissione molecolare sia proprio questo.
E’ di fondamentale eccezionalità il fatto che un corpo possa nel momento del trapasso ascensionale
produrre luce da una fonte a noi ancora sconosciuta che potremmo chiamare <<raggio di fissazione
molecolare di trapasso>>. Questa è la corretta espressione del raggio radiante invisibile ai nostri
occhi ma radioattivo dentro e fuori la materia.
Questa teoria lascia visibile traccia della sua presenza nel momento in cui gli atomi e le molecole
subiscono dei mutamenti elettromagnetici dovuti a delle sollecitazioni costanti fra loro in continua
intermittenza.
Gli stessi campi o raggi d’azione hanno frequenze di luce e di vibrazione sonora nel momento del
distacco, e sono tali da inglobare il substrato della materia in più corpi di luce.
La reincarnazione di fissazione molecolare non è altro che questo processo nel quale gravitano altri
microprocessi a noi invisibili ma in costante sviluppo.
Lo stesso nostro pianeta Terra conosce le fasi di rinnovamento di termogenesi infatti la produzione
di buchi neri e buchi bianchi sono l’espressione di questa rigenerazione di sistema tutta in
autonomia. Infatti i cosiddetti quanti solari capaci di distruggere e rigenerare l’intero sistema solare
interagiscono nel loro sistema di sonno-veglia.
Tanta sarà l’energia termogenetica prodotta e tante più saranno le energie protoniche e subatomiche
che daranno vita alla distruzione molecolare dell’intero sistema solare.
L’energia che poi si manifesta nei protoni attivi dai quali fuoriescono dei quanti direzionali hanno
sistemi spazio temporali e si muovono a seconda della dimensione del prodotto scatenante entrato in
competizione nel sistema cosmico. Infatti la quantità di C14 presente in un corpo è variabile
in proporzione a diversi fattori di trasmissibilità solare radioattiva.
Conoscendo la quantità di C14 presente in un organismo al momento della morte il tempo del suo
decadimento (dopo 5000 anni dalla morte, la quantità di C14 si riduce alla metà), e misurando quel
che ne rimane, si può stabilire quando quell’organismo è morto, dunque a quale epoca risale.
Questo procedimento è relativamente valido in quanto la radiazione di cui parlavo prima può
modificarne i processi di fissazione radioattiva.
Il metodo presuppone che la quantità dell’isotopo C14 presente in atmosfera si mantenga costante, o
almeno che lo sia negli ultimi 50 mila anni.
Questo ci fà anche capire perchè in un individuo che ha vita breve il suo C14 nel momento del
trapasso avrà una frequenza di trasmisione nettamente inferiore a quello di un individuo vissuto più
a lungo e quindi con informazioni genetiche più evolute.
Atomi-uomo più evoluti, oltre a essere centri di Vita, irradiano, e diventano radioattivi e magnetici,
influenzando altre forme, così come avviene alle sostanze radioattive.
La materia si sviluppa ed evolve non solo biologicamente ma anche spiritualmente ecco perchè
nella mistica orientale dei Guru indiani possiamo osservare come la struttura genetica molecolare
sia diversa dalla normale struttura di un individuo comune e come questa reagisca a stimoli esterni
differenti. La mistica orientale è madre rivelatrice di questo processo tra fisica e metafisica e si
impone sempre più prepotentemente in questi ultimi anni di storia volti verso la nuova “Era”
che sarà piena di cambiamenti per l’intero cosmo.
Esiste uno spirito o atomo intelligente che è invisibile ai nostri occhi ed agisce in maniera del tutto
autonoma, libero da ogni legge fisica o pensiero filosofico umano.
Dio, pur essendo dappertutto, non è in nessun luogo egli è al di sopra di tutte le cose, pur essendo il
Creatore. Solo così riusciamo rettamente a parlare a Dio e a salvaguardare la sua peculiarità.
"Dio è la Causa di tutti gli esseri, senza che egli sia nessuno di questi per il fatto che è separato da
tutti in modo soprasostaniziale"(DN I 5,93e).
“Chi è pervenuto a vera conoscenza è perché ha saputo cogliere il frutto senza venderlo”.
Alessandra Fais











 
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