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NECROPOLI VIA TRIUMPHALIS

Roma - Una vasta area di circa mille metri quadrati in cui sono state rinvenute sepolture, mosaici, stucchi ed affreschi. E' la necropoli lungo l'antica via Triumphalis, un'area usata dalla fine del primo secolo a. C. al IV secolo dopo Cristo, che si estendeva lungo le pendici nord-orientali del Colle Vaticano. I diversi settori della Necropoli sorgevano in una zona periferica della città, attraversata dalla via Trionfale e dalla via Cornelia. Un'area archeologica, di cui oggi è stata presentato l'ampliamento dovuto agli ultimi lavori di scavo, che verrà inaugurato domani. L'ampliamento è il frutto degli scavi, curati dal Reparto Antichità Greche e Romane dei Musei Vaticani, realizzati tra il 2009 e il 2011. Un'attività che ha permesso di collegare tutte le zone interessate, nei decenni passati, da ricerche archeologiche che, appunto, hanno svelato la necropoli. Il nuovo allestimento collega infatti l'area dell'Autoparco, venuta alla luce con gli scavi effettuati tra il 1956 e il 1958, e quella emersa con gli scavi della zona di Santa Rosa, messi in atto nel 2003, fino ad ora disgiunte.
Il nuovo allestimento è finanziato con i contributi del 'Canada Chapter dei Patrons of the Arts in The Vatican Museum'."Questo scavo -spiega il direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci- è stato finanziato dai Patrons. I musei Vaticani, a differenza di quelli italiani, possono contare ogni anno su 1,5-2 milioni di euro da spendere per restauri ed interventi di valorizzazione. Uno degli interventi che abbiamo attivato è proprio questo". Nel dettaglio, l'ultima fase di lavori è stata "quasi del tutto finanziata dai Patrons che hanno offerto 650mila euro. Soldi serviti per gli scavi, gli apparati didattici, le passarelle e l'illuminazione -sottolinea Giandomenico Spinola, l'archeologo a capo dell'equipe che ha condotto i lavori- L'obiettivo è quello di creare un laboratorio di scavo aperto al pubblico. Un luogo dove la gente potrà vedere l'area e i lavori che vengono mano a mano realizzati". Saranno organizzati gruppi di 25 persone, accompagnate da una guida, che potranno cominciare ad ammirare i reperti rinvenuti tra un mese o, al più tardi tra 45 giorni. "Stiamo attrezzando un sistema di visita -spiega Paolucci- vogliamo che tutta la parte scavata del Vaticano, ovvero gli scavi di Santa Rosa, quelli dell'Autoparco e la nuova parte, siano resi visitabili. Stiamo studiando dei sistemi particolari, come ad esempio un biglietto unificato per gli scavi, per il museo e per i giardini". Lo scavo, che secondo Spinola rappresenta una "vera rarità", ha portato alla luce un'area nella quale è stata sepolta "gente di classe medio bassa: schiavi, liberti e artigiani. Solo in un'ultima fase del suo impiego, la necropoli ha ospitato persone più ricche. E' successo che le famiglie di cavalieri comprassero le tombe più povere, ormai in abbandono, riconvertendole in tombe più ricche. Per questo -aggiunge l'archeologo- ci sono sarcofagi e mosaici di un certo pregio". Le tombe sono state rinvenute in un ottimo stato di conservazione: "L'area è stata oggetto di frane: la ghiaia e l'argilla hanno sigillato le tombe permettendo che arrivassero a noi intatte come sono state lasciate. Ciò consente -dice Spinola- di disporre di una messe infinita di informazioni su quello che le fonti latine non dicono. Le fonti parlano di grandi tombe e di grandi uomini. Qui, invece, la storia è fatta dalla gente più semplice". Persone comuni come ad esempio Alcimo, schiavo di Nerone addetto alle scenografie del teatro di Pompeo. I resti vanno dunque inquadrati nell'ambito "familiare e di quartiere". Un'altra particolarità è che la necropoli era di fatto 'multietnica'.
"Furono sepolte -racconta Spinola- persone di origine asiatica o palestinese. Un dato emerso grazie ai nomi riportati sulle iscrizioni, dai quali si deduce la provenienza dei defunti". Tra le altre novità spicca il rinvenimento di un'area destinata alle cremazioni che di rado si conserva in complessi di questo tipo. Ad essere proposto è anche un percorso hi-tech. Nel nuovo percorso espositivo il visitatore potrà consultare i monitor touch-screen dislocati in undici postazioni, ciascuna delle quali illustra tutta la zona archeologica, con ricostruzioni virtuali e schede informative. Non manca, infine, una serie di pannelli esplicativi.

 

 

 

Fonte "Adnkronos"



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