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SEI TOMBE IMPERIALI DEL I E II SECOLO RITROVATE IN UN CANTIERE EDILE

ROMA - La necropoli di una ricca famiglia. Forse anche più di una. Patrizi sepolti alle porte dell'Urbe, sulla via Prenestina. Era la prima fase dell'età imperiale, fra il I e il II secolo d.C.. A quell'epoca risalgono i reperti ritrovati nelle settimane scorse in un cantiere per la costruzione di un autosalone in via Prenestina 911. Un'area dove ci sono numerosi capannoni e dove le ruspe degli operai hanno portato alla luce un complesso composto da sei mausolei ben conservati. La notizia è stata tenuta riservata anche se la Sovrintendenza dei Beni archeologici ha confermato adesso la scoperta di grande valore storico. Proprio pochi giorni dopo l'intervento nello stesso complesso di alcune pattuglie dei vigili urbani che hanno redatto un verbale. L'operazione è scattata dopo che gli agenti hanno notato 14 reperti accatastati accanto al gabbiotto dell'impresa impegnata nei lavori di demolizione e ricostruzione dell'edificio. Gli investigatori hanno deciso di fare un controllo più approfondito temendo di trovarsi di fronte a un caso di furti in uno scavo compiuto da gruppi di tombaroli. Dopo una serie di accertamenti, per fortuna, non sembra essere così. Il giallo dovrebbe essere stato risolto dalle spiegazioni della Sovrintendenza sebbene gli agenti del Gruppo sicurezza pubblica ed emergenziale (Spe), coordinati dal vice comandante generale Antonio Di Maggio, vogliano tuttora vederci chiaro sul modo di operare del personale del cantiere. All'arrivo degli investigatori, impegnati in un controllo sul territorio proprio in quella parte di via Prenestina, nel complesso c'era infatti una gru con il braccio meccanico in azione nella zona degli scavi mentre i reperti non apparivano ben custoditi e registrati. Inoltre gli investigatori hanno identificato alcuni operai e altre persone che si trovavano nell'area, compreso un quarantenne dell'est europeo che si sarebbe qualificato come collaboratore dell'archeologa responsabile del luogo. Tutti hanno dovuto consegnare i documenti d'identità e, come detto, i vigili hanno redatto il verbale nel quale hanno annotato i reperti trovati vicino al gabbiotto. Ma l'importanza della scoperta archeologica è anche legata al fatto che quel tratto di via Prenestina è storicamente ricco di tombe e mausolei, sepolcri di appartenenti a famiglie romane sepolte fuori le mura. Già in passato nell'area che si estende fino a Palestrina sono state portate alla luce necropoli dello stesso genere, sepolture nelle quali sono state trovate ossa ma anche oggetti di valore. Proprio come nel caso del cantiere dell'autosalone dove - come hanno potuto accertare gli stessi vigili urbani - le tombe a pozzetto erano vuote. La Sovrintendenza ha confermato che anche in questa circostanza i reperti sono stati acquisiti nell'arco dei mesi scorsi - in particolare da marzo, quando risale la scoperta dei mausolei - e che sono conservati nei magazzini statali per essere analizzati e restaurati. Fra i reperti recuperati anche alcuni pezzi di travertino, simili agli oggetti verbalizzati dalla Municipale.

 

 

 

 

Fonte: sito web "Roma.Corriere.it"



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